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Porto Franco Editori srl
 

 
Portofranco Editori srl

http://www.portofrancoeditori.it/

A.U.: Francesca Romana Fabiani
ffabiani@portofrancoeditori.it
Tel. 0862-61234

Segreteria generale/uffi. stampa
Maria Luisa Serripierro
mserripierro@portofrancoeditori.it
Tel. 0862-61697

Responsabile Editoriale
Alberto Gozzi
agozzi@portofrancoeditori.it
Tel. 011-8121379
Profilo della società

PORTOFRANCO nasce nel 1998 sull’asse L’Aquila-Torino. Fin dai primi sei volumi, pubblicati nell’ottobre del ’98, emerge un interesse per le scritture che si compongono, titolo dopo titolo, in una sorta di articolato collage editoriale. Il marchio forte (un arcipelago sormontato da una palma) suggerisce l’idea di un luogo “altro”, ma senza l’ingenuità del Paradiso Terrestre, uguale a se stesso ma capace di mutare ad ogni nuova copertina.
 
I primi sei volumi di PORTOFRANCO costituiscono una sorta di manifesto programmatico:
  • Mario Giorgi, Sulla torre antica . Un romanzo che si nutre di dialogo, asciutto ed enigmatico come un radiodramma.
  • Mutus Liber, Talismani e altre storie. La cronaca impietosa di un’esperienza in bilico fra il teatro di strada e l’arte concettuale.
  • Danilo Maramotti, Dolce Rita. Due storie “noir” a fumetti che hanno lo spessore di un racconto.
  • Alberto Gozzi, Mosquitos. Un ibrido fra teatro e racconto.
  • Dario Voltolini, Glunk. Un antiromanzo che ripropone le digressioni e la comicità del “Tristram Shandy”.
  • Nico Orengo, Battibecco. Dieci piccole pièce di vita quotidiana. Un curioso abbecedario, in forma di dialogo, di un affermato narratore.
Ibridi, dunque, o “scritture di cerniera”, come ci piace chiamarle. Fra dialogo e racconto. Fra racconto e cronaca. Storie narrate con diversi linguaggi, fumetto compreso. Scritture che si accostano l’una all’altra tracciando una sorta di itinerario che coinvolge tanto l’Editore quanto il Lettore in un progetto comune.
 
La critica ha salutato la nascita di PORTOFRANCO come un piccolo, notevole evento. Marco Belpoliti, sul Manifesto, ha dedicato un lungo e dettagliato articolo ai rapporti fra le copertine e i testi, individuando interessanti consonanze; TUTTOLIBRI, IL DIARIO DELLA SETTIMANA e altri quotidiani hanno immediatamente colto il sapore di novità di questa piccola casa editrice che non inseguiva il mercato ma la scrittura, che mescolava disinvoltamente autori esordienti ed affermati.
 
A tutt’oggi il catalogo di PORTOFRANCO presenta, accanto a esordienti di ottimo livello, alcuni autori fra i più significativi di questi anni, da Antonio Moresco (Storia d’amore e di specchi ) a Michele Mari (I sepolcri illustrati ), a Marosia Castaldi (In mare aperto ), a Luca Ragagnin (Lìnkati Stockhausen ). Almeno due fra gli esordienti meritano una citazione particolare: Paolo Brunati , autore di un libro raro, paradossale e di finissima scrittura, Coleotteri e signorine, che è diventato un piccolo caso letterario (un critico lo ha paragonato a un Ceronetti meno cupo e più leggero), e Mario Valentini , un giovane autore siciliano che, prima ancora di uscire in libreria, ha suscitato un grande interesse di critica e pubblico con il suo Voglia di lavorare poca .
 
Fin dall’uscita dei primi titoli, PORTOFRANCO ha stabilito un rapporto immediato ed estroverso col suo pubblico . Le presentazioni delle novità, infatti, sono costruite come dei piccoli spettacoli nei quali alcuni attori di ottimo livello, coordinati da Alberto Gozzi, danno vita a velocissimi collage verbali che coinvolgono gli spettatori (e potenziali lettori) in un rapporto diretto e giocoso con la letteratura. A parte la piacevolezza della performance, ci piace verificare la tenuta (o la metamorfosi) di un testo pensato per la pagina e affidato alla voce dell’attore. L’uso del testo potrà apparire in qualche modo improprio, ma ci piace pensare che una scrittura possa essere sottoposta a torsioni, trazioni e verifiche verbali senza soffrirne troppo. Fino ad ora gli autori sono stati contenti di questa rielaborazione delle loro opere. Anche il pubblico ha mostrato di gradire questi spettacoli fatti di niente, che sostituiscono l’ormai improponibile presentazione con critico, autore e domande al pubblico.
 
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